Il 3 ottobre sarò al COMBO Festival Milano 2026, a Morel Milano, per partecipare al talk “Immaginare Mondi. Perché abbiamo bisogno di simulare”, insieme a Pupetti Tutti Matti e Jacopo Frigerio. L’appuntamento è dalle 14:30 alle 15:20 nell’Area Talk.
A quanto pare, quindi, finirò su un palco a parlare di una cosa che facciamo da qualche migliaio di anni: inventare mondi che non esistono per capire un po’ meglio quello in cui siamo costretti a vivere.
E sì, se state pensando che tra mitologia, giochi di ruolo, worldbuilding e gente che tira dadi ci sia un collegamento abbastanza evidente, avete perfettamente ragione.
Cos’è il COMBO Festival Milano 2026?
Il COMBO Festival 2026 si terrà il 3 e 4 ottobre a Milano, in via Privata Gradisca 18, ed è dedicato alla cultura contemporanea del gioco da tavolo e di ruolo.
Il programma comprende 150 tavoli da gioco, oltre 80 anteprime, editori, tornei, prototipi, mostre, workshop e talk. L’idea non è soltanto mettere tantissima gente davanti a dadi, meeple e carte fino alla perdita definitiva della cognizione del tempo, ma ragionare anche sul gioco come linguaggio, progettazione ed esperienza sociale.
Ed è proprio quest’ultima parte quella che mi interessa di più.
Perché giocare, soprattutto quando parliamo di giochi di ruolo e costruzione di mondi, significa fare qualcosa di molto più antico di Dungeons & Dragons.
Significa immaginare una situazione che non esiste, stabilire alcune regole, mettere qualcuno al suo interno e domandarsi: mo che succede?
Che, se ci pensate, è praticamente quello che l’umanità fa da quando ha iniziato a raccontare storie.
Prima dei giochi di ruolo c’erano già i miti
Il mio punto di vista al COMBO Festival partirà inevitabilmente da quello di cui mi occupo da anni: la mitologia.
Molto prima che qualcuno inventasse il dungeon master, gli umani costruivano già mondi pieni di personaggi, regole, genealogie, mostri, luoghi impossibili e divinità con seri problemi nella gestione della rabbia: l’Oltretomba greco aveva le sue regole, l’Olimpo aveva le sue gerarchie e gli eroi possedevano capacità straordinarie, debolezze, oggetti speciali, alleati e nemici.
E quando qualcuno decideva di ignorare completamente le regole dell’universo narrativo, generalmente arrivava una divinità a spiegargli il concetto attraverso una morte estremamente creativa.
Naturalmente i miti non erano giochi di ruolo, ma il meccanismo attraverso cui costruiamo quei mondi ci è ancora molto familiare.
Creare una realtà immaginaria permette di prendere qualcosa che ci riguarda e spostarlo altrove.
Possiamo parlare di potere raccontando Zeus, di guerra attraverso Achille o di identità, paura, famiglia, vendetta, desiderio e morte inventando dèi, mostri ed eroi; possiamo perfino creare un uomo che passa dieci anni cercando di tornare a casa dopo averne trascorsi altri dieci in guerra, fargli incontrare ciclopi, streghe e divinità marine e continuare, tremila anni dopo, a riconoscere qualcosa di noi dentro Ulisse.
Quella capacità non è scomparsa.
Abbiamo semplicemente inventato nuovi strumenti per usarla.
Perché abbiamo bisogno di simulare altri mondi?
Il titolo del talk pone una domanda che secondo me è molto più interessante di quanto sembri: perché abbiamo bisogno di simulare?
Quando giochiamo possiamo diventare qualcun altro. Possiamo prendere decisioni che nella vita reale non prenderemmo mai. Possiamo collaborare, tradire, rischiare, fallire e ricominciare.
Soprattutto possiamo vedere cosa succede quando cambiamo una regola.
Un mondo immaginario non è necessariamente una fuga dalla realtà. Molto spesso è un modo per smontarla, guardarne i pezzi e provare a rimontarli diversamente.
La fantascienza lo fa immaginando società future. Il fantasy inventando popoli, religioni e sistemi di potere. La mitologia lo faceva attraverso dèi ed eroi.
Un gioco di ruolo può fare la stessa cosa mettendo quattro persone attorno a un tavolo e chiedendo loro semplicemente:
“Cosa fate?”
Da quella domanda può uscire praticamente qualsiasi cosa.
Compreso, statisticamente, almeno un giocatore che decide di incendiare qualcosa che il master aveva impiegato tre settimane a preparare.
Il mio talk al COMBO Festival Milano 2026
Sabato 3 ottobre sarò quindi al COMBO Festival Milano 2026 per parlare di mondi immaginari, simulazione, mitologia e di quel bisogno molto umano di raccontarci realtà che non esistono.
Il talk “Immaginare Mondi. Perché abbiamo bisogno di simulare” sarà dalle 14:30 alle 15:20 nell’Area Talk, insieme a Pupetti Tutti Matti e Jacopo Frigerio.
Probabilmente finirò per parlare anche di dèi greci, perché ormai ho accettato che posso partire da qualsiasi argomento e nel giro di dieci minuti arrivare a Zeus. Se siete appassionati di mitologia, giochi di ruolo, giochi da tavolo, storytelling e costruzione di mondi, ci vediamo lì.
E magari proviamo anche a capire perché, dopo migliaia di anni passati a inventare universi alternativi, la realtà continui a sembrarci quello scritto peggio.
Quando si svolge il COMBO Festival Milano 2026?
Il COMBO Festival Milano 2026 si svolge sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026. La giornata di sabato prosegue fino alla sera, mentre la domenica è dedicata alle attività del festival durante la giornata.
Dove si tiene il COMBO Festival 2026?
Il festival si tiene negli spazi di Morel Milano, in via Privata Gradisca 18, Milano.
Quando è il talk “Immaginare Mondi”?
Il talk “Immaginare Mondi. Perché abbiamo bisogno di simulare” è previsto sabato 3 ottobre dalle 14:30 alle 15:20 nell’Area Talk.
Di cosa parla il talk “Immaginare Mondi”?
Il talk parte dal rapporto tra simulazione, gioco e creazione di mondi immaginari. Il mio contributo partirà soprattutto dalla mitologia e dal modo in cui dèi, eroi e universi narrativi hanno permesso agli esseri umani di raccontare paure, desideri, conflitti e possibilità alternative molto prima dell’invenzione dei moderni giochi di ruolo.
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